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Gamification: non chiamatelo soltanto gioco Si sente parlare sempre più spesso di gamification, termine intraducibile in italiano che significa “applicazione di una logica legata al gioco a contesti che non sono ludici”. La gamification è una strategia che punta a convincere le persone a compiere un'azione di propria volontà, creando aspettative, divertimento e senso della sfida. Tramite la gamification, si riescono ad ottenere risultati profondi e durevoli, perché le persone che compiono un'azione non vi sono state costrette, ma hanno scelto di farlo (o almeno credono). Il lato ludico e divertente, inoltre, rende questi meccanismi “virali”, in grado cioè di propagarsi spontaneamente in virtù delle loro qualità intrinseche. Gli strumenti indispensabili della gamification sono punti, classifiche e premi. I premi possono essere anche solo virtuali, o coincidere con i punti stessi: sarà il raggiungimento di un dato punteggio la spinta principale per l'utente, che vedrà così crescere la sua reputazione nella community legata al gioco. Le strategie di assegnazione dei punteggi come mezzo per ottenere risultati fanno parte del cosiddetto “point management”. Per le sue caratteristiche, la gamification funziona particolarmente bene:

  • nel marketing: la gamification crea fidelizzazione ed engagement. Sarà molto più facile far ricordare un brand o posizionarlo se avremo creato un legame tra quel brand e un'emozione (positiva). Un esempio di questa strategia è quello delle app per il mobile di alcuni noti marchi: tramite l'app si condivide con una community online la propria azione (ad esempio l'attività sportiva o la preparazione di una pietanza) nel momento stesso in cui la si compie. In base al numero di interazioni con la community, aumenta il punteggio dell'utente, che può ricevere con quei punti dei premi o dei coupon. I premi sono a loro volta legati al brand di riferimento, aumentando così la sua reputation;
  • nella formazione: “giocando s'impara”, e in effetti tramite la gamification si riesce a spiegare un concetto o a istruire un'aula con maggior efficacia di una lezione tradizionale. La gamification in un'aula viene utilizzata ormai da tutti gli enti di formazione continua, scolastica o professionale più all'avanguardia (ad esempio da enti come lo IAL o dalle business school più famose). Accantonata la lezione frontale, i formatori oggi utilizzano il role paying (giochi di ruolo in cui ogni alunno assume un'identità), il team building (tecniche di costruzione del gruppo), la simulazione di situazioni reali (in modo che ogni persona possa imparare ad agire in contesti diversi da quelli abituali). Inoltre, per aumentare il coinvolgimento, i formatori stanno inserendo nella didattica anche sistemi di assegnazione punti (point management) in grado di aumentare la motivazione ed il coinvolgimento degli allievi.
  • nel sociale: per spingere le persone a compiere azioni virtuose – normalmente considerate noiose – basta inventare degli incentivi e delle gratificazioni. Come hanno scoperto negli Stati Uniti – dove appunto è nata la gamification – si possono ottenere enormi risultati trasformando in gioco gli obblighi. Così sono riusciti a far appassionare i cittadini alla raccolta differenziata, al risparmio energetico, alla lotta al cancro e all'AIDS e persino al calcolo della struttura di una molecola.